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Tesori nascosti: l’arte contemporanea che vive presso il Plesso Fermi – Pacinotti

Tesori nascosti: l’arte contemporanea che vive presso il Plesso Fermi – Pacinotti

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Ogni giorno, centinaia di studenti e docenti attraversano il cortile del plesso Fermi dell’Istituto tecnico tecnologico “A. Pacinotti”, spesso senza rendersi conto di camminare accanto a tesori autentici dell’arte contemporanea.

Eppure proprio lì si trovano tre opere dell’artista Pietro Guida, testimonianze silenziose di un impegno culturale che trascende la semplice funzione didattica dell’edificio.

La storia di queste opere è emersa dalla sensibilità della professoressa Tatiana Montesardo che ha svelato un legame personale e commovente dell’artista Pietro Guida con il padre, il professore Salvatore Montesardo, dirigente in quiescenza dello storico Liceo Artistico Statale “Lisippo” di Taranto.

Il professore Salvatore Montesardo è stato testimone quando l’artista Pietro Guida fece dono delle sue opere all’Istituto per geometri “Enrico Fermi”. Le tre opere si distinguono per l’uso innovativo di materiali come il ferro, alluminio e tubi eternit per creare un gioco di pieni e vuoti, luci e ombre. Il gesto dell’artista non è tanto quello di “modellare” tradizionalmente, ma di “costruire, assemblando elementi geometrici per raggiungere un equilibrio formale e un’armonia visiva. Dal punto di vista storico – sociale queste opere degli anni settanta diventano simboli di una Taranto che stava vivendo appieno lo sviluppo industriale legato dell’Italsider.

In questo senso, la scelta dei materiali non è casuale: ferro e tubi eternit raccontano la città, il suo presente produttivo e le sue aspirazioni future. Non a caso, il noto critico d’arte Vittorio Sgarbi che da sempre ha sempre apprezzato il suo lavoro, riconoscendo la sua unicità e la sua capacità di innovare pur rimanendo fedele a un’estetica personale e immediatamente riconoscibile, ha voluto incontrarlo nel 21 giugno del 2023 nella sua villa museo a Manduria, accompagnato dal giornalista Bruno Vespa.

Il professore Montesardo stenta a trattenere le emozioni quando parla dell’artista Pietro Guida perché purtroppo morto a dicembre dello scorso anno. La sua voce tradisce l’affetto per un amico che ha lasciato un segno indelebile non solo nella sua vita personale, ma nel tessuto culturale della città. Sarebbe auspicabile organizzare un momento di approfondimento di queste opere, per far sì che l’intera comunità scolastica possa apprezzare pienamente il valore artistico e culturale, trasformandolo in una occasione di approfondimento e crescita personale. Valorizzare il patrimonio artistico presente nell’Istituto significherebbe trasformare il cortile in un vero e proprio museo a cielo aperto, dove l’educazione passa anche attraverso la bellezza quotidiana. Gli studenti potrebbero imparare a osservare, a comprendere il linguaggio delle forme e dei materiali, a riconoscere il valore storico e sociale dell’arte contemporanea.