Il ricordo è un impegno, non una semplice ricorrenza.
Con questo imperativo, gli studenti dell’Istituto Tecnico “A. Pacinotti” di Taranto hanno partecipato, nella giornata di ieri, presso l’Aula Magna, al Seminario di studi: “Dalla Pearl Harbour di Taranto a…Nassiriya”.
L’evento, promosso dal “Comitato per la qualità della vita”, ha intrecciato due tragedie storiche della città e della nazione. Si è reso omaggio alla drammatica “Notte di Taranto” del 1940 e si è commemorato l’eccidio di Nassiriya del 12 novembre 2003, in cui persero la vita 28 persone:19 italiani (tra cui 12 Carabinieri, 5 militari dell’Esercito e 2 civili) e 9 iracheni.
La cerimonia è iniziata con un momento di grande solennità: la fanfara del Liceo “Archita”, diretta dal professor S. Mottola, ha scandito l’omaggio davanti alla stele degli Eroi. Dopo il tributo musicale, si è svolto un dialogo diretto con gli studenti.
Gli allievi, del nostro Istituto, dimostrando una partecipazione attiva con elaborati, letture e brani musicali, hanno messo in luce il senso profondo dell’incontro: ricordare i Caduti non è solo onorare chi ha perso la vita credendo nella Pace, ma celebrare gli ideali inalienabili di libertà e democrazia. Sono questi i valori che militari e civili italiani portano nel mondo attraverso le missioni internazionali. Nel dibattito, moderato dalla dottoressa A. Laneve, sono intervenuti il Colonnello A. Marinucci, l’Ammiraglio C. Confessore, il professor Carmine Carlucci e la nostra Dirigente Scolastica, dott.ssa G. Santoro. Tutti hanno evidenziato come il senso del dovere e l’alto spirito di sacrificio siano la bussola che orienta l’Arma oggi come ieri. A 22 anni dall’eccidio, la lezione di Nassiriya resta attuale: i Carabinieri sono costantemente pronti ad accettare il pericolo, spingendosi in scenari operativi ad alta intensità, spesso segnati da conflitti attivi. La loro non è semplice presenza militare, ma un impegno diretto in favore delle comunità. La missione è profondamente etica e operativa: aiutare concretamente donne, uomini e bambini non solo a sopravvivere, ma a costruire le fondamenta per una vita dignitosa e per una società più libera, giusta e democratica. I Carabinieri operano come un ponte di stabilità e legalità in quei contesti di crisi e precarietà, dimostrando che l’impegno per la pace non è una teoria, ma un’azione quotidiana sul campo.
Questa è la lezione, sempre attuale, che ci lasciano gli Eroi di Nassiriya.

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